14/07/2024

Casa “Maria Immacolata” Centocelle (Roma)

Nel Capitolo Generale del 1923 si decide l’acquisto di uno stabile a Roma, ma l’impresa si presenta irta di ostacoli e difficoltà, anche perché il Vicariato di Roma limita agli Istituti religiosi la libertà di fondare nuove case in città e orienta verso la periferia.
Dopo vari tentativi condotti senza risultati per un intero anno, dietro suggerimento del cardinal Vicario, la scelta apostolica si volge verso una zona molto povera della periferia, destinata a divenire in pochi anni una popolosa borgata: Centocelle.
Viene acquistato un villino di due piani in Via Tor de’ Schiavi, situato in ottima posizione, con cinque ettari di terreno.
La nostra presenza a Centocelle inizia nel 1930 con le due pioniere Suor Antonina Monterumici e Suor Alessia Candolini, che vi approdano il 17 luglio, seguite qualche tempo dopo da altre suore.

(dalla cronaca del tempo)
La casa si presenta in pessimo stato. Si dà piglio a secchi, scope e spazzoloni, in lotta con scarafaggi, formiche e altro, faticando allegramente per parecchi giorni”.
Subito dopo, da brave figlie di San Francesco, le suore si prendono cura della baracca che funge da chiesa …
“Suor Antonina  Monterumici, con la sua valentia pittorica abbellisce con buon gusto il tabernacolo; inoltre improvvisiamo una schola cantorum e invitiamo a parteciparvi tutte le fanciulle che incontriamo per via. Non ci lasciamo prendere da scrupoli musicali: stonate o intonate, svociate o no, sono qualità che non si prendono in considerazione per ora. In breve si raduna attorno a noi un bel gruppo di fanciulle, che ogni giorno fa echeggiare la casa di canti e risate sonore”.

Queste prime attività non appagano lo zelo apostolico della Vicaria Generale, Madre Cecilia. Ella pensa di dar vita a una scuola elementare “rurale”, secondo quanto le é stato consigliato. Intanto avvia una scuola di cucito e un doposcuola e incoraggia le suore ad accettare le iscrizioni alle elementari per l’anno scolastico 1930/31 il cui inizio é imminente.
Ma tutto è vano, l’autorizzazione per iniziare la scuola non viene concessa.
C’é chi consiglia di vendere la casa per potenziare l’opera sorta da poco in città, a Piazza Pitagora, tanto più ora che nella zona di Centocelle son arrivate suore di altra Congregazione alle quali può essere affidato l’apostolato. Però il Cardinal Protettore è in favore dell’ampliamento della casa di Centocelle. Il buon parroco, Padre Teobaldo da Paternò, incoraggia a restare, perché il campo di lavoro apostolico è immenso e sarebbe uno sbaglio enorme abbandonarlo. Si finisce col decidere non solo di rimanere, ma di allargare i locali, in modo da poter accogliere, come interne, fanciulle bisognose di assistenza, secondo il progetto iniziale.
Il 30 maggio 1936 “tra la commozione dei presenti viene benedetta dal Parroco la prima pietra per l’ampliamento della casa di Centocelle”.
Sette anni dopo, il quartiere sta diventando ormai un grazioso sobborgo di Roma. Anzi lo è già con i suoi villini che vanno sostituendo le povere casupole. Le villette si raccolgono intorno a piazza dei Mirti e alla chiesa, tutta nuova, stile novecento, col suo santo titolare, S. Felice da Cantalice, affrescato in grande sulla facciata.
Dentro e fuori casa l’azione benefica delle suore è intensa e si estende sempre più; la comunità religiosa aumenta; si aggiungono altre suore, rimpatriate dalla Grecia a causa della guerra.

Durante l’anno scolastico 1945/46, mancando le “scuole governative” perché il locale è occupato dagli inglesi, molti fanciulli frequentano la nostra scuola.
Si pensa che, per venire incontro alle esigenze del quartiere e per assegnare ai bambini interni i locali necessari, bisognerebbe trovare il coraggio di ampliare la palazzina, anzi si dovrebbe costruirle accanto un vero e proprio edificio scolastico, capace di accogliere tanti alunni, dalla scuola materna alle superiori. Dapprima l’idea si profila come un sogno, poi prende consistenza e concretezza davanti alla evidente necessità della zona e alla richiesta della gente.
Il denaro proprio non c’è. Ci viene in aiuto la Provvidenza : il 12 aprile 1945 con denaro concesso in prestito in attesa di un aiuto delle sorelle d’America, si acquista il lotto di terreno adiacente. Un passo audace verso la realizzazione di quello che sarà  il complesso scolastico “Maria Immacolata”.