18/06/2024

S. FELICE DA CANTALICE VISITA LA SUA PARROCCHIA!

Cammina, cammina e l’andare continua da secoli…Ebbene sì: s. Felice è tornato a compiere il suo servizio di una vita: percorrere le vie di Roma, meglio quelle  della sua parrocchia, a Centocelle, nella periferia di Roma  che ai suoi tempi non esisteva neppure! Oggi qui c’è ormai una grande famiglia a Lui affidata, una parrocchia di più di 40.000 persone: s. Felice da Cantalice appunto!

Ci stiamo preparando alla sua consueta festa del 18 Maggio e il Parroco, p. Mario Fucà ha la  trovata di una itineranza della statua di s. Felice nelle cappelle dislocate nella parrocchia, per incontrarvi le religiose e i fedeli che nelle loro zone,  si riuniscono nelle celebrazioni, data l’estensione della parrocchia.              

E poi c’è pure una cappellina, donata da una parrocchiana, che è proprio sul confine con un’altra parrocchia: la Madonna delle Azalee, dove si ritrovano per lo più persone anziane. Niente di eccezionale! Era un semplice negozietto, che la creatività apostolica di un anziano frate  ha trasformato in  una cappellina vecchio stile, per pregarvi il rosario e celebrare la Messa domenicale. Rimasta chiusa dal tempo del Covid, ora il parroco l’ha   rinnovata per servire di nuovo al lavoro apostolico. Qui s. Felice ha avuto la sua Celebrazione festosa proprio alla sua maniera: appoggiato sul marciapiede accanto all’altare, tra la gente semplice, anche i passanti .

Certo più accurata e liturgica l’accoglienza delle suore tra cui la nostra comunità Francescana. Non per dire, ma forse noi avevamo un legame in più con S. Felice, stretto e fondamentale: l’amore a s. Francesco e la scelta del suo stesso stile di vita.

La statua ci è stata condotta a mano, dal Parroco insieme ad un  parrocchiano volenteroso, sistemata su e un carrello e po’  sistemata in cappella, così che fosse a disposizione per la devozione di noi suore, della gente e degli alunni della scuola. P. Mario li aveva incontrati a scuola per una particolare sensibilizzazione e preparazione illustrando la vita e l’opera di s. Felice.

Certo per noi, trovarci s. Felice accanto alla nostra Madonna Immacolata in chiesa, ha prodotto una certa emozione: l’austerità e la semplicità del santo frate hanno fatto coppia perfetta con l’atteggiamento di accoglienza e piena disponibilità a Dio e alla Chiesa della Vergine Maria, cui s. Felice era filialmente devoto.

A Lui, nel corso di una visione, Maria Madre, gli pone tra le braccia il bimbo Gesù, che Felice contempla estatico. Ma ogni dono divino ha un perché e il dono di Gesù non è solo per un godimento personale! Ce ne ha ben spiegato il senso

 il vescovo celebrante dell’ultima eucaristia, conclusiva della peregrinatio di s. Felice, il giorno della festa, 18 Maggio nella parrocchia. Monsignor Giuseppe Mani, vescovo emerito, per molto tempo pastore del nostro settore, invitato per tanta vicinanza alla parrocchia, si è avvalso proprio di questa mistica esperienza e dell’ immagine per riassumere il messaggio della vita del grande Santo Cercatore: Felice cammina scalzo per le vie di Roma, raccoglie pane per i confratelli, ma li dona ai poveri che incontra. Lo scambio non ha mai fine…ma dona soprattutto Gesù, quel Gesù che la Vergine Maria gli posa tra le braccia. Lo dà con un sorriso, con la sua presenza pacifica e mite, con un consiglio semplice, col Deo Gratias! Con la sua Persona tutta.                                                                                

Ecco ci dice il vescovo (90 anni invisibili!) quando arrivate in chiesa nello splendido graffito dell’altare vedete Maria che porge Gesù a Felice; bene quel Gesù lo dà a te pure: è tuo fratello, tua madre, tua moglie, il povero che incontri…ecco chi è il Santo: colui che riesce a riconoscere il volto di Gesù in chiunque incontra  e se ne prende cura: Maria lo affida a te! S. Felice, uomo del passato, illetterato, contadino ha molto da dirci e insegnarci, conviene ancora scrutare nel passato per migliorare il presente e futuro.

Deo Gratias!               

S. Felice Da Cantalice

Certo conoscere meglio l’avventura di santità di Felice può aiutarci a scoprire nuovi tesori e segreti per avvicinarci a Dio. Felice nacque nell’anno 1513 a Cantalice, piccola terra della Sabina ai confini con l’Abruzzo, da poveri ma pii genitori, i quali gli insegnarono ad amar Dio sin dalla fanciullezza.

A 12 anni fu assunto da un contadino benestante di Civita Ducale, il quale lo destinò a lavorare la terra. Passando la maggior parte del tempo in campagna, visse in semplicità ed innocenza, pensando spesso a Dio, a cui offriva tutte le fatiche e i disagi del suo mestiere e facendo frequenti orazioni, per implorare l’aiuto e la grazia di Dio. Unico rimpianto di Felice nella sua condizione di ignoranza era il non poter leggere la parola di Dio, che perciò, come s. Francesco doveva ascoltare attentamente, bere e trattenere come una spugna, per farne preghiera continua…

A 30 anni decide di presentarsi ai Cappuccini. Resta fratello laico e per 40 anni sarà cercatore di elemosine per la sua comunità in Roma e… per i poveri.

 La sua mitezza, il silenzio, la gioia del saluto Deo gratias, saranno il segreto della sua popolarità e stima di santità tra la gente.

Siamo negli anni successivi allo scisma luterano e alla reazione ella chiesa, anche Felice sarà parte della Controriforma, insieme a personalità come Carlo Borromeo, Filippo Neri, Ignazio di Loyola che tanto lo stimavano. Proprio Lui, sempre così dimesso e scalzo, era sempre chiamato presso le case delle nobili romane per preghiera, consiglio.  Fu per intercessione di tali nobildonne che il Papa non accusò di eresia alcuni cappuccini rei di eresia, né soppresse l’ordine, anche guardando alla testimonianza di s. Felice.  Per questo S. Felice è pure considerato secondo fondatore dell’Ordine Cappuccino.

Suor Floriana Saltarelli