Esperienza del Campo Scuola a Selva di Cadore, Belluno,
con i giovanissimi dell‘Azione Cattolica della Diocesi di Senigallia
La Diocesi di Senigallia continua ad esprimere alla nostra Congregazione il desiderio di collaborare insieme in questa porzione di Chiesa soprattutto con e per i giovani. Questa estate il vice precedente dell’Azione Cattolica giovanile, Don Mirco Micci e il Responsabile dei Giovani nella Vicaria “Ostra – Arcevia”, don Emanuele Piazzai hanno richiesto alla nostra Superiora Provinciale Suor Tiziana la nostra collaborazione per il Campo estivo dei giovani. Con attenzione all’azione dello Spirito, tanta fiducia e apertura ai bisogni della Chiesa Sr. Tiziana ha risposto a questo invito inviando due suore, suor Marta Lucatelli, dalla comunità “Maria Immacolata” di Centocelle e suor Aileen dalla comunità di “Santa Chiara” a Montale.
“Vocazione” è stato il cuore del Campo scuola che si è svolto nella settimana dal 21 al 28 giugno con i ragazzi e le ragazze giovanissimi della 2°, 3°, e 4° superiore. Hanno vissuto questa esperienza con intensità, accompagnati dall’equipe degli animatori: sacerdoti, educatori, una famiglia, un seminarista e provvidenzialmente anche noi suore. “Vocazione” come chiamata alla Vita, una Vita bella, ricca di gioia e piena d’Amore, la migliore per noi e per gli altri. Ciascuno di noi ha esperimento che nella storia vocazionale c’è stata una chiamata, una Voce, c’è stato un riconoscere dei segni, c’è stato un sentirsi turbato, c’è stato qualcuno venuto in aiuto e al quale ci si è affidati. Tutto per il nostro bene e per la nostra felicità. Ma per rispondere è importante desiderare e non solo, ma anche avere il coraggio di mettersi in gioco, di scommettere, di osare.
Il tema o meglio la sfida del campo “VOLA SOLO CHI OSA FARLO” è anche un invito che mira a raggiungere i suoi obbiettivi: avere una visione globale della vocazione, capire che questa esiste, ed è pensata solo e solamente per ME; capire che Dio non impone la sua volontà, ma fa crescere in me il suo desiderio se io mi rendo accogliente; capire chi ha pensato a questa vocazione; ricercare Dio e imparare a discernere; vivere la vita come una vocazione che si costruisce giorno per giorno nelle scelte che facciamo.
Noi suore siamo state inserite nell’equipe generale soprattutto nel gruppo della liturgia, che era ben preparata e curata anche grazie alla collaborazione attiva e generosa e alla partecipazione creativa da parte dei giovani; ogni celebrazione Eucaristica e ogni incontro di preghiera è stato vissuto come una Festa e un incontro gioioso con il Signore.
È stata per noi un’occasione preziosa per rivisitare l’esperienza vissuta quando eravamo come loro giovanissimi, alla ricerca della chiamata del Signore, con i nostri sogni custoditi, coltivati e costruiti giorno dopo giorno per realizzare il percorso della nostra vita… la fatica di salire in alto, ma la bellezza di gustare il panorama una volta in cima!
Il pomeriggio della prima giornata di studio è stato dedicato alla testimonianza della nostra storia vocazionale. Una settantina di giovani, divisi in cinque gruppi, hanno ascoltato le testimonianze dei sacerdoti, del seminarista, di due famiglie, di una coppia di fidanzati, e di noi suore. È stato chiesto di sottolineare ai ragazzi l’importanza del ruolo degli “strumenti” nel cammino di discernimento per riconoscere la volontà di Dio.
Con i giovani però non puoi sfuggire alle domande curiose tipo: cosa fai tutto il giorno? Come ti vesti e che significa per te? Ma anche alle domande profonde: come vedi la figura della donna nella chiesa? Come puoi capire che è una chiamata dal Signore? Dalle loro domande si è percepito che pur essendo giovanissimi hanno già un’esperienza di Dio, che sono molto attivi nelle loro parrocchie come animatori. È stato molto bello vedere e ascoltare il loro interesse.
Il campo è servito anche per esercitarsi alla meraviglia del creato e a condividere mentre si camminava. La settimana è stata intercalata con tempi di preghiera, giornate di studio, passeggiate, deserto, attività in gruppo, giochi, tempo libero ma cercando sempre di essere insieme agli altri, per fare nuove conoscenze, scoperte, tanti incontri e tanta amicizia.
Gli educatori e tutta l’equipe hanno mostrato tanta sinergia e armonia tra loro: una bella testimonianza e un bell’ esempio di come stare e servire con passione i ragazzi. Questi atteggiamenti sono stati fondamentali per far capire ai giovani che quando si parla di vocazione, si parla anche di relazione, di una relazione tra “me” e il Signore. C’è la relazione solo quando si accoglie e si conosce l’altro; pertanto, imparare a conoscere Gesù in quanto Cristo è la pienezza della risposta all’amore, in Lui c’è il Sì alla vita, alla volontà di Dio. Cristo è colui che apre all’umanità, alla via dell’amore. È il nostro esempio di amore e relazione.
Durante questi giorni piano piano, nello studio e nel dialogo, abbiamo fatto capire ai giovani che la vocazione si prepara ma anche la si accoglie, è essenziale lasciarsi accompagnare dal vento dello Spirito sullo stile di Gesù. Abbiamo offerto loro tempo e il Vangelo, così sono stati invitati a lasciarsi illuminare dalla Sacra Scrittura nella quale si specchia la figura di Cristo che è il volto incarnato dell’Amore. Trovare la propria vocazione è trovare il luogo e la situazione nella quale si è rivelato Gesù. Nella nostra vita, pian piano, diventeremo noi stessi, con le nostre scelte, con il nostro amore, saremo un tassello del volto di Dio sulla terra, un pezzetto di cielo nel mondo, un qualcosa di bello per noi e per gli altri.
Tutti, nel nostro piccolo, facciamo parte di un disegno di Amore più grande, ognuno di noi è una parola diversa detta da Dio; tutti diversi, ma ognuno rivela una sfaccettatura, una parte di Dio. Il centro è Cristo attraverso la relazione con Lui comprendiamo la nostra chiamata personale ad amare Lui che ci chiama e ci parla secondo le nostre storie: ogni vocazione ha un aspetto ed un atteggiamento particolare su cui riflettere.
Anche nell’esperienza del Deserto, la nostra presenza come consacrate è stata di aiuto e di guida ai giovani che fanno fatica a vivere il silenzio: un’avventura difficile ma nello stesso tempo affascinante. Le loro menti e i loro cuori sono sempre occupati da qualcosa anche nel tempo libero: cellullare, social, musica, sport ecc.… Li abbiamo aiutati a scoprire ciò che di più prezioso abbiamo: la voce del Cuore, la voce di Dio. Il silenzio fa paura, ci spaventa, fa soffrire e quindi perché viverlo?
In tutte queste paure e distrazioni è necessaria una guida assoluta che possa condurre negli infiniti spazi che esistono dentro ciascuno di noi, ma che non vediamo subito, LA PAROLA DI DIO, la nostra lampada con cui possiamo scendere senza paura nelle profondità del nostro mondo interiore. Quindi, armati della Parola di Dio, i 70 giovanissimi si sono sparsi in tutti gli spazi disponibili per fare la loro esperienza di deserto, un cammino non solo fisico, ma soprattutto spirituale.
Durante questo tempo prezioso, a tutti gli animatori erano stati assegnati vari spazi preparati con grande attenzione e cura (Confessione, Adorazione, Colloquio personale) proprio per accogliere i giovani, stimolarli e aiutarli a vivere con intensità il vero incontro con il Signore. Molti giovani si sono avvicinati individualmente anche a noi per condividere le provocazioni del Signore, ma anche per fare domande sui loro dubbi, soprattutto condividere le loro gioie espresse dagli occhi lucidi.
Tra le varie chiamate che Dio ha per ciascuno di noi, si è parlato della Vocazione alla Santità, la chiamata per tutti, facendo conoscere varie figure di giovani che hanno vissuto la loro vita per gli altri, come Pier Giorgio Frassati, un giovane torinese noto per la sua fede profonda e il suo impegno sociale, specialmente verso i poveri e i malati. La canonizzazione avverrà il 7 settembre insieme a Carlo Acutis. Altra figura Chiara Corbella Petrillo, una mamma di famiglia, proclamata serva di Dio dalla Chiesa cattolica nel 2018. Sull’esempio di queste figure abbiamo riflettuto sulla vocazione di ogni uomo e di ogni donna: IMPARARE AD AMARE poiché ci riconosciamo amati da Dio attraverso Suo Figlio.
La Vocazione è quindi rispondere ad una chiamata all’Amore, è trovare quel posto nel mondo in cui possiamo amare di più e meglio: nella scuola, in famiglia, con gli amici, nello sport.
Scoprire l’importanza del DISCERNIMENTO è un altro scopo di questo campo, offerto ai giovanissimi, per cogliere le cose buone per la loro vita, cose buone che li faranno procedere sulla strada dell’Amore.
L’ultimo giorno, siamo state testimoni della Consegna della Regola di Vita ai giovani del 4° superiore. È lo strumento che l’AC affida per scegliere sempre la via della vita e lo strumento concreto che aiuta a vivere come figlio della luce.
La settimana è stata ricolma della bellezza di Dio, vissuta in ogni celebrazione, nelle attività, passeggiate, colloqui, negli incontri, nelle condivisioni e si è conclusa con la celebrazione finale, preceduta da una Veglia di preghiera “la Notte di passaggio, notte preziosa dove il Signore cammina sempre con ciascuna di noi”.
Siamo rimaste molto commosse ascoltando tutti i giovani divisi in coppie che passavano dai 5 gruppi per condividere le loro gioie, la delusione, le difficoltà, le meraviglie, le scoperte, le loro paure e le loro ansie e soprattutto le speranze che hanno sperimentato in questo campo. E tutti noi alla fine, verso le 2,30 del mattino dell’ultimo giorno, a due a due ci siamo prostrati in adorazione davanti al Santissimo esposto nella Chiesa di Santa Fosca con questa preghiera “fa o Signore che la mia vita sia pane per i fratelli che incontrerò, che il mio cuore sia un boccale per chi ha sete d’amore, che io non abbia paura della mia luce, che io non abbia paura di amare. Donami di essere pane spezzato per i miei fratelli, calice di vino per chi ha sete d’amore, fa ch’io sia tutto tuo” … seguito da un silenzio adorante di gioia e di gratitudine al Dio nostro Sommo Bene.
Esprimiamo una profonda gratitudine alla nostra Superiora Provinciale Suor Tiziana Tonini, al Consiglio e alle nostre comunità per la fiducia, per la preghiera e per averci inviate a questa missione, permettendoci di fare questa esperienza. Un grazie speciale anche all’equipe giovanile dell’Azione Cattolica e a tutti i giovani animatori per le Sante Messe, le notti di veglia, per la preparazione del campo, per la collaborazione e l’esperienza di meraviglia.
Rimaniamo unite nella preghiera continua per accompagnare tutti i giovani nel loro cammino, per le loro scelte e per il coraggio di dire Sì a Cristo, soprattutto quando li chiama a seguirlo più da vicino. Il Signore ha voluto che li incontrassimo e li conoscessimo durante questa settimana. Ora con tanta speranza desideriamo incontrali ancora. A lode di Dio!
Sr. Marta Lucatelli e Sr. Aileen Flores
