È indescrivibile benedizione essere stata una fra un milione e mezzo di giovani provenienti da tutto il mondo e riuniti a Roma per il Giubileo.
Una benedizione che non giunge per caso, ma è un dono divino per me e per tutti noi che siamo diventati pellegrini della Speranza, che abbiamo camminato con i piedi ma soprattutto con il cuore verso un incontro che cambia tutto. Non era semplicemente un cammino, ma una chiamata, più precisamente una risposta a un invito che Dio aveva scritto con la sua mano per ciascuno di noi. In ogni angolo, in ogni volto, in ogni lingua e cultura che abbiamo incontrato, ho sentito lo stesso fuoco di una gioventù che non ha paura di credere, di testimoniare e camminare dietro a Cristo.

Per alcuni di noi può essere stato fisicamente faticoso, ma è stata altrettanta gioia infinita spirituale.
La nostra fatica è diventata preghiera, il nostro sudore adorazione e i nostri passi testimonianza di speranza.
Un giovane ha così testimoniato: “Ricorderò sempre questa esperienza come una luce che non si spegnerà mai, un ricordo che mi accarezzerà l’anima ogni volta che lo riporterò alla mia mente. Ricorderò con riconoscenza ognuno di voi suore e sacerdoti che in questo pellegrinaggio ci avete dato il calore della grande famiglia della Chiesa, il motto che la speranza non delude mai, perché la Speranza è Gesù. Non sarà per noi solo un bel ricordo, ma una luce che illuminerà ogni giorno della nostra vita come ci invitava a fare Papa Leone:” Fate sì che chiunque incontrerete veda in voi il volto di Cristo che ama e che si dona”.
Restiamo saldi nella fede con gioia e coraggio per dimostrare che non siamo soltanto pellegrini della speranza, ma suoi figli e figlie.
Sono grata al Signore e alle sorelle della mia comunità per aver avuto questa opportunità che mi accompagnerà con la sua grande carica di entusiasmo per portare Cristo nella mia missione.
Suor Dila Vasia fmsc
