CURARE IL CORPO FA BENE ANCHE ALL’ANIMA!
Come Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore siamo formate e ci sforziamo di impostare la nostra vita a servizio come dono di condivisione di quello che abbiamo e siamo. A volte purtroppo tutto questo si risolve in abitudine automatica e allora la vita perde la lucentezza della creatività che infonde l’amore nelle opere di carità.
Nell’ambito del servizio missionario offerto dalla comunità di Dushaj in Albania, accanto alla cura pastorale, è incluso un progetto di volontariato di gruppi provenienti da diverse parti che hanno contribuito a rendere possibile la realizzazione del progetto stesso. Negli anni si sono alternate le energie valide di volontari spagnoli per la promozione umana della popolazione, di tedeschi e italiani per l’assistenza sanitaria e medica. Gli stessi volontari hanno contribuito a costruire i locali che oggi li accolgono e le cliniche per le consultazioni.

In questi giorni nella comunità di Dushaj, dal 19 al 23 Maggio, si è svolta una missione sanitaria, grazie a due medici della Caritas di Caltanissetta, che dispone di una clinica per indigenti chiamata Casa della Salute, che ha incluso anche i malati della nostra missione tra i suoi assistiti.
I due medici in questione sono specialisti in Cardiologia, dt. Maurizio Alletto e in Ginecologia, dt.sa Rosa Rocca.
Con il prezioso supporto della traduzione simultanea di Suor Toline Podja, hanno visitato in tre giorni circa centottanta pazienti, provenienti da diversi villaggi più o meno lontani. Il lavoro è stato condotto con un ritmo intenso, mattina e pomeriggio, con listadi appuntamenti previamente concordata da sr. Vangie. I pazienti sono stati professionalmente sottoposti ad ecografia o ad elettrocardiogramma, se necessario, con diagnosi, prescrizione e talvolta anche farmaci; infatti i medici hanno portato con sé un pesante bagaglio contenente medicine per la popolazione.
Per qualche persona la consulenza medica è stata preziosa: la segnalazione di un tumore già formato e silente da trattare in ospedale, una dieta particolare per evitare il peggio agli organi vitali già danneggiati, e altre formazioni sospette. Ma oltre alla professionalità dei nostri medici abbiamo ammirato l’umanità con cui hanno avvicinato la gente e le loro sofferenze, il rispetto e l’affetto con cui hanno trascorso alcuni momenti della giornata con la nostra comunità.
